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Chardonnay 890 2024

Il prezzo originale era: 20,00 €.Il prezzo attuale è: 12,00 €.

Se pensate che lo Chardonnay sia affare esclusivo di Borgogna e Nuovo Mondo, lo Chardonnay 890 di Masseria Frattasi arriva dall’Appennino campano per rimettere i puntini sulle “i” – a quasi 900 metri di altitudine.

Masseria Frattasi, azienda storica fondata nel 1779 ai piedi del Taburno, è diventata celebre per i suoi “vini di montagna” ed eroici, coltivati sui ripidi terrazzamenti che salgono fino a 900 metri.
In questo contesto nasce lo Chardonnay 890: un bianco varietale pensato per mostrare cosa può fare un vitigno internazionale quando lo sposti dalle coste soleggiate alle quote da giacca a vento, su uno dei vigneti più alti dell’Appennino.

Le etichette con ceramiche in stile settecentesco, firmate Giustiniani, aggiungono la nota barocca: prima ancora di stapparlo, la bottiglia ricorda che siamo in Campania, non in un anonimo “Chardonnay globale”.

Le uve provengono da vigne di Chardonnay coltivate tra Tocco Caudio e il Monte Taburno, a 720–890 m s.l.m., tra i vigneti più alti d’Italia.
I suoli sono composti da pietra calcarea bianca mescolata a polveri vulcaniche: un mix che unisce tensione minerale e “salinità” a una maturità aromatica da pieno Sud.
Le forti escursioni termiche tra giorno e notte fissano i profumi e mantengono l’acidità, regalando un profilo insolitamente vibrante per uno Chardonnay meridionale.

100% Chardonnay. Macerazione pellicolare a freddo, pressatura soffice in assenza di ossigeno e fermentazione a temperatura controllata per preservare precisione aromatica e freschezza.
Segue un passaggio di alcuni mesi in barrique francesi usate, giusto per aggiungere complessità e texture senza trasformare il vino in una “vanilla bomb”, e poi affinamento in bottiglia.

Nel calice si presenta giallo paglierino luminoso, con riflessi dorati. Al naso emergono note di frutta matura ed esotica (ananas, mango), agrumi e frutta a polpa bianca, insieme a cenni erbacei, speziati e a un tocco minerale quasi gessoso.
In bocca è di medio corpo, morbido ma sostenuto da una freschezza “di montagna” e da una vena sapida che allunga il sorso e lo rende estremamente bevibile.

Rispetto a molti Chardonnay legnosi e muscolari, qui il legno lavora in sottofondo e il protagonista resta il contrasto tra la solarità campana e la tensione acida da alta quota: più lama che burro, ma con il giusto tocco cremoso.

Perfetto per chi vuole uno Chardonnay importante ma non stucchevole, capace di raccontare la Campania non attraverso il solito mare, ma partendo dall’Appennino.

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